Nuovi cardinali, scelte che esprimono la visione del Papa

Al termine dell’Angelus di domenica 25 ottobre, Papa Francesco ha annunciato la creazione di 13 nuovi cardinali. Si tratta di:

  • Mario Grech. Maltese, 63 anni, è Vescovo emerito di Gozo e Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
  • Marcello Semeraro, compirà 73 anni prima di Natale, è Vescovo emerito di Albano e neo Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.
  • Antoine Kambanda, Arcivescovo di Kigali (Ruanda). 62 anni il prossimo 10 novembre, è stato vescovo di Kibungo dal 2013 al 2018.
  • Wilton Gregory, 73 anni, è Arcivescovo di Washington, già Arcivescovo di Atlanta e già Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti.
  • Jose Fuerte Advincula, 68 anni, Arcivescovo di Capiz (Filippine), è stato Vescovo di San Carlos dal 2001 al 2011.
  • Celestino Aos Braco, 74 anni, frate cappuccino, è Arcivescovo di Santiago del Cile.
  • Cornelius Sim, 69 anni, è vescovo dal 2004.
  • Augusto Paolo Lojudice, 56 anni, è Arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino ed è stato Vescovo ausiliare di Roma dal 2015 al 2019.
  • Fra Mauro Gambetti, 55 anni, Padre guardiano del Sacro Convento di Assisi, è sacerdote dal 2000.
  • Felipe Arizmendi Esquivel, ha 80 annni, Vescovo emerito di San Cristobal de las Casas (Messico).
  • Silvano Maria Tomasi, Arcivescovo titolare di Asolo, ha 80 anni.
  • Padre Raniero Cantalamessa, 86 anni, Predicatore della Casa Pontificia. Francescano, in servizio dal 1980.
  • Enrico Feroci, 80 anni, parroco al Divino Amore a Roma ed ex direttore della Caritas diocesana. È sacerdote dal 1965.

I nuovi porporati saranno creati in occasione di un Concistoro (il settimo convocato da Papa Francesco), fissato per sabato 28 novembre, vigilia della prima domenica di Avvento. Nove, di cui tre italiani, hanno meno di ottant’anni, e quindi con il diritto di partecipare al prossimo Conclave.

Si tratta di scelte espressive del sentire, della visione del Papa – ha commentato padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione  Don Luigi Di Liegro – di una Chiesa che ormai non è più solo europea, ma internazionale, di un Cristianesimo universale cioè cattolico nel senso autentico del termine. Già Benedetto XVI aveva sostenuto che nella Chiesa non esistono cristiani di primo e di secondo livello, con Francesco possiamo aggiungere che anche la porpora lo esprime: non è un più diritto acquisito per una diocesi in particolare ma dà voce a pastori di Chiese che vivono in contesti periferici, di confine e di confronto”.

Anche la scelta di due dei nuovi cardinali italiani, che hanno portato avanti l’attività pastorale e l’attenzione verso gli emarginati (rom, disabili, carcerati, immigrati, minori e senza fissa dimora),come Enrico Feroci e Augusto Paolo Lojudice, rispecchia la visione di Papa Francesco. Come pure, ad esempio, quella di Wilton Gregory, primo cardinale afroamericano statunitense, che mostra la sensibilità del Papa verso luoghi, come gli USA, dove il razzismo, “non superato neanche nella coscienza dei fedeli”, spiega padre Barlone, fa vivere profonda radicalizzazioni come pure un uso strumentale della religione anche a fini politici.

La scelta dei tredici nuovi cardinali conferma “l’attenzione alla cattolicità della Chiesa e agli aspetti su cui Francesco chiede sensibilità ecclesiale, quella di chi prende a cuore il Vangelo – conclude Sandro Barlone – Il vangelo è il solo tesoro della Chiesa”. Un Vangelo che significa i gusti di Dio, la sua preoccupazione per gli uomini, a cominciare dagli ultimi.

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