Giornata mondiale della salute mentale 2020

La ricorrenza del 10 ottobre, Giornata mondiale della salute mentale, cade in un periodo in cui la nostra vita quotidiana è stata notevolmente modificata dalla pandemia.

Gli ultimi mesi hanno sottoposto a grande pressione:

  • gli operatori sanitari che forniscono assistenza in circostanze difficili e che vanno al lavoro con il timore di rimanere contagiati e di portare a casa il COVID-19;
  • gli studenti, chiamati per lungo tempo ad adattarsi alla didattica a distanza, con pochi contatti con insegnanti e compagni di scuola, e preoccupati per il loro futuro;
  • i lavoratori che vedono minacciati i mezzi di sussistenza e quelli che un lavoro lo hanno perso;
  • chi ha perso un proprio caro e non ha potuto neanche salutarlo;
  • il vasto numero di persone intrappolate in povertà o in contesti umanitari fragili;
  • le persone con disagio mentale, molte delle quali hanno sperimentato un isolamento sociale maggiore rispetto al passato.

E con la risalita dei contagi, l’incertezza sul futuro rischia di fiaccare la ripresa emotiva dopo l’allentamento delle misure di distanziamento sociale.

L’esperienza di altre emergenze umanitarie ci dice che la necessità di un supporto psicosociale aumenterà sostanzialmente nei prossimi mesi e anni. L’investimento a livello nazionale e internazionale in programmi di salute mentale (che hanno già sofferto per anni di sotto-finanziamento cronico ) è ora più importante che mai.

Ecco perché l’obiettivo della campagna per la Giornata mondiale della salute mentale 2020 è aumentare gli investimenti nella salute mentale.

Si tratta infatti di uno degli ambiti di sanità pubblica più trascurati. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, quasi 1 miliardo di persone convive con un disturbo mentale, 3 milioni di persone muoiono ogni anno per il consumo dannoso di alcol e una persona muore ogni 40 secondi per suicidio. Nei paesi a basso e medio reddito, oltre il 75% delle persone con disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze non riceve alcun trattamento, mentre stigma e discriminazione sono ancora diffusi. Tutto questo, prima della pandemia.

L’Oms evidenzia come i Paesi spendano in media solo il 2% dei loro budget sanitari per la salute mentale. In Italia, ad esempio, il dato è pari al 3,2 %, inferiore alla media europea che si pone poco al di sopra del 4%. Per comprendere l’importanza di maggiori investimenti in questo ambito, l’Organizzazione mondiale della sanità, ricorda che per ogni dollaro investito in un trattamento su larga scala per disturbi mentali comuni, come depressione e ansia, c’è un ritorno di 5 dollari in miglioramento della salute e della produttività.

“La Giornata mondiale della salute mentale è un’opportunità per il mondo di riunirsi e iniziare a porre rimedio alla storica negligenza verso la salute mentale – ha affermato presentando l’iniziativa il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus – Se non prendiamo impegni seri per aumentare gli investimenti ora, le conseguenze cliniche, sociali ed economiche saranno di vasta portata”.

Disagio psichico e salute mentale: sosteniamo e diamo dignità a persone esposte alla solitudine e all’abbandono.

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