Le relazioni sociali, un nuovo paradigma

Prima di analizzare le relazioni sociali, è bene occuparsi del nuovo paradigma. Ma come va costruito questo “nuovo”? È la domanda da cui partirà il filosofo Pierangelo Di Vittorio, nel terzo appuntamento del corso di formazione “Volontari e famiglie in rete per la salute mentale”, in programma sabato 24 ottobre, presso la Fondazione Di Liegro.

La risposta – secondo Di Vittorio – è nel mettere insieme pezzi di passato, nella forma di archivi culturali, e pezzi di presente, cioè diagnosi sui problemi e le tensioni che attraversano l’attualità. Una specie di mosaico, formato da tasselli su cui Di Vittorio lavora da tempo, raccolti a partire dalla questione delle relazioni sociali.

Ed è come in un mosaico che si comporranno i temi dell’incontro, tra il filosofo Walter Benjamin e il presente che ha “il potere delle chiavi sulle stanze del passato” e lo scrittore e filosofo Michel Foucault, che si è occupato della pazzia sin dalla sua tesi di dottorato “Storia della follia nell’età classica” e proprio sulla follia ci ha invitato a interrogarci, perché “dall’uomo al vero uomo, la strada passa per l’uomo pazzo”.

Durante l’incontro si parlerà inevitabilmente di Franco Basaglia (con cui Pierangelo Di Vittorio venne indirettamente in contatto quando dopo la laurea svolse il servizio civile presso il Dipartimento di salute mentale di Trieste) e della sua decisione di intraprendere la strada dell’invenzione e della cura del legame sociale. Si legga a tal proposito la monografia “Franco Basaglia”, scritta con Mario Colucci, uscita nel 2001 e recentemente riedita.

“Iniziata nel segno di un amore per il sapere, nel segno della filosofia, l’esperienza di Basaglia si è sviluppata come un rapporto d’amore nei confronti dei pazienti, per realizzarsi infine nella costruzione di un altro modo di vivere insieme. Un vivere comune più giusto e fecondo – ha scritto Di Vittorio sulla rivista “Aut Aut” nel 2017 – di cui la società italiana e il mondo intero portano ancora la responsabilità e l’attiva speranza”.

 

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