Colmare il gap

Strumenti di intervento per il benessere e la salute mentale dei giovani.

Allenatori sportivi, animatori di gruppi giovanili, maestri d’arte…in una parola Youth Worker!

La necessità di investire sulla formazione e sul riconoscimento delle competenze di questa moltitudine di persone è alla base del Progetto europeo Erasmus+ “Youth Workers Promoting Mental Health (YouProMe)” i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Roma. All’incontro, promosso dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro onlus e dalla ASL RM1 capofila del progetto sono intervenuti tra gli altri:  Fabrizio Starace – Coordinatore del Tavolo Tecnico Salute Mentale del Ministero della Salute, Rodolfo Lena – Presidente VII Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare Regione Lazio, Barbara Funari – Assessore alla Politiche Sociali e alla Salute Comune di Roma, Alessandra Aluigi – Assessore Politiche Sociali Municipio Roma. La giornata e’ stata anche occasione per riflettere insieme ai partner europeo di Inghilterra, Grecia e Romania sulle nuove sfide legate alla salute mentale dei giovani, che mai come in questo momento di pandemia la nostra società si trova ad affrontare.

Chi soffre di forme di disagio mentale durante l’infanzia e l’adolescenza rischia di associare in età adulta non solo una salute peggiore mentale, ma anche maggiori difficoltà nelle relazioni e nella vita in generale.” dichiara Luigina Di Liegro, Segretario generale della Fondazione Di Liegro “Per questo saper intercettare i segnali di disagiointervenire in modo tempestivo, efficace e inclusivo sono competenze essenziali per chi lavora insieme ai giovani. Grazie a questo progetto” prosegue “abbiamo avuto la possibilità di condividere e esportare le nostre buone pratiche per la salute mentale; mettere a punto e a disposizione degli Youth worker interventi condivisi, per garantire una crescita piena e armoniosa di tutti i cittadini di domani.”

Lo Youth Worker è un profilo espressamente riconosciuto nell’ambito delle politiche europee per la gioventù e una risorsa preziosa anche nel nostro Paese. Una galassia variegata che coinvolge a vario titolo un numero elevato di persone che, operando lungo il bordo in contesti informali, svolgono un ruolo strategico per il benessere e la salute dei ragazzi: dal settore dello sport, a quello delle attività culturali e artistiche, ricreative, dalle attività di socializzazione e ricreative a all’assistenza sociale e protezione civile. Organizzazioni di volontariato, associazioni, imprese e cooperative sociali, onlus che, senza conteggiare chi mette a disposizione volontariamente le proprie competenze, hanno complessivamente 861.919 dipendenti (dati Istat 2019).

 

PROGETTO 

Avviato già prima della pandemia dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro e la ASL Roma 1 con partner di Gran Bretagna, Romania e Grecia, il progetto “YouproMe” ha l’obiettivo di offrire agli Youth Worker modelli condivisi e strumenti operativi utili per poter intervenire in modo efficace per il benessere e la salute mentale dei giovani. 

Materiali e documenti, gratuiti e scaricabili dal sito www.youpromeproject.eu , a cui attingere per ampliare le proprie competenze, orientarsi sul tema e trovare suggerimenti pratici per attività e interventi sul campo.

Un progetto strategico viste le drammatiche conseguenze psicologichedel Covid sui più giovani, che non hanno avuto la possibilità di vivere serenamente i momenti fondamentali della loro crescita. Dati che richiedono interventi immediati e a diversi livelli, in sinergia tra istituzioni educative e socio-sanitarie.

Rispetto al periodo pre-pandemico i casi di depressioneansia tra gli adolescenti sono più che raddoppiati (Dati pubblicati da Jama Pediatrics).

Uno studio dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze segnala che i pazienti con disturbi alimentari sono aumentati di 4 volte rispetto agli anni precedenti (dati giugno 2021).

Le ultime osservazioni condotte dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma parlano di un aumento del 30% di tentativi di suicidio e autolesionismo tra i più giovani.

I dati del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1 infine ci confermano che la pandemia ha determinato un aumento medio dell’incidenza dei disturbi psichici in adolescenza del 30%, con punte del 70% nei disturbi del comportamento alimentare. La gran parte di questi sono disturbi della regolazione emotivo-affettiva, prevalentemente autolesionismo e tentativi di suicidio, poli-abuso di sostanze con conseguenti episodi psicotici, comportamenti alimentari instabili, violenza agita e on line; meno frequenti, ma non per questo meno preoccupanti, i disturbi definiti “internalizzanti”: isolamento, inversione ritmo sonno-veglia, hikikomori, ecc..

LE STORIE

Quando andavo a scuola” racconta Filippo, 18 anni intervistato nell’ambito del Progetto “io e il mio amico Daniele avevamo una grandissima difficoltà nello studio. Sia nel comprendere le spiegazioni dei professori, che pure con noi ce la mettevano tutta, sia nel metterci sui libri. Ogni occasione era buona per scappare. Alla fine” prosegue nel suo marcato accento romano “per recuperare ci hanno costretto a un dopo scuola. Lì c’era un ragazzo poco più grande di noi per aiutarci… non mi ricordo neanche come si chiamava, ma aveva un modo di parlare che faceva venire voglia di studiare. Più a me che a Daniele a dir la verità” conclude ridendo “Lui però non si è mai arreso e, alla fine, siamo arrivati entrambi al Diploma.”

Francesca, 27 anni, ha in tasca una Laurea in Allevamento animale ed educazione cinofila, conseguita presso l’Università di Pisa, dove grazie alla tesi sulla “Pet Theraphy” ha rovato il modo per unire il suo amore per gli animali al desiderio di aiutare le persone più fragili. Ma le sue passioni non finiscono qui. “Fin da ragazza ho sempre giocato a pallavolo.” racconta “Per questo, quando mi hanno proposto di partecipare come allenatrice al progetto di avvio alla pratica sportiva nella scuola media del mio quartiere ho accettato con entusiasmo.” Un’esperienza interrotta a causa delle restrizioni dovute al Covid, ma che ha permesso comunque a Francesca di entrare in relazione con molti ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 14 anni. “Giocare ha aiutato tutti! Sia i ragazzi più competenti, che quelli meno sportivi, almeno in apparenza. Sono bastati pochi incontri per tirare fuori da ciascuno capacità nascoste.” Prosegue “I più esperti hanno dato qualche dritta ai più insicuri, che hanno conquistato così scioltezza e disinvoltura anche fuori dal campo. Lo stare insieme e il gioco hanno fatto il resto, aiutando i più grandi, me compresa, nell’ascolto e nell’aiuto”.

Don Gabriele è un giovane sacerdote di 32 anni, impegnato nella sua missione come viceparroco in una Parrocchia della periferia romana. “Ogni giorno incontro tanti ragazzi e ragazze: in oratorio, nel gruppo scout di cui sono assistente, in Chiesa. Mi sento a tutti gli effetti un educatore informale e come tale ho sempre bisogno di nuovi strumenti.  Al primo posto per me c’è sicuramente il desiderio di condividere le esperienze e confrontarmi con persone competenti, per poter avere più forza e incisività nell’affrontare le problematiche giovanili”. Prosegue parlando della sua esperienza “Ho toccato con mano il disagio che la pandemia ha portato con sé, facendo emergere a volte problemi latenti. Allo stesso tempo c’è nei ragazzi un grande desiderio di vita e di rinascita. Lo stare insieme, avere al fianco adulti con cui entrare in relazioni positive, li ha aiutati e li aiuta a superare gli ostacoli e le barriere (compresi il distanziamento forzato e le mascherine). Il loro potenziale positivo è lì, basta solo dargli sostegno e accompagnamentoPer farlo al meglio e crescere insieme a loro, le occasioni non sono mai abbastanza.”  

Silvia ha 24 anni e così tante energie e voglia di fare che è difficile inquadrarla in un’unica definizione. È al tempo stesso una volontaria, un capo scout, una giovane laureata in Psicologia Clinica e si potrebbe continuare ancora per un po’! Tra i tanti motivi che l’hanno portata a interessarsi al progetto “Youprome” sceglie di parlarci della sua esperienza di tirocinio con ragazzi che hanno diversi disagi psichici. “Il progetto nel quale sono impegnata coinvolge ragazzi tra i 14 e i 18 anni in attività informali e socio-riabilitativeAttraverso l’ippoterapia, ad esempio, gli facciamo vivere un’esperienza nuova: per una volta sono loro in prima persona a prendersi cura e a prestare attenzione a un altro da sé. Nella cura del cavallo, nella relazione di affidamento si impegnano, si divertono, si sentono più leggeri.” Qui ho capito quanto sia necessario affiancare la teoria studiata sui libri, con la pratica, il contatto, la relazione.Con il progetto Youprome” spiega “Ho trovato nuove risorse per il mio lavoro: strumenti pensati e sperimentati per ragazzi che in questa fascia di età soffrono di disagio mentale a cui attingere per attività nuove e stimolanti per tutti.”

Condividi: