Volontari e famiglie, ripartire dalla crisi

Il Covid non ci ha fermati e proprio dal tema “Ripartire dalla crisi” ha preso il via, il 3 ottobre, la XIV edizione del Corso di formazione “Volontari e famiglie in rete” della Fondazione Di Liegro. Andremo avanti fino al 5 dicembre: per noi la formazione e l’approfondimento sul tema del volontariato sono un appuntamento irrinunciabile.

Il virus ha cambiato in profondità il nostro modo di riunirci: vietato l’affiancamento. Un ristretto gruppo di partecipanti al corso, opportunamente distanziati, si incontra nella nostra sede. Gli altri sono collegati on line. La tecnologia crea una presenza virtuale che non fa rimpiangere troppo quella reale e offre nuove opportunità: quest’anno partecipano al corso persone che vivono in diverse parti d’Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, di età ed esperienze diverse.

Nei loro racconti è emerso quanto forte sia stato l’impatto del lockdown sul mondo del volontariato. Esperienze consolidate nel sostegno della parte più fragile della popolazione sono state poste davanti a una sfida. Sbarrate le porte dei reparti ospedalieri dove si aiutano i pazienti pediatrici, quelli oncologici e gli anziani soli. Fermi i laboratori dove persone con disturbi psichici trovano spazio per entrare in relazione con gli altri ed esprimere se stessi. Gli adolescenti down, in particolare, hanno sofferto molto, così come le famiglie.

Il volontariato ha reagito all’isolamento spostandosi sulla rete digitale, scoprendo che molte persone, specie giovani, nella comunicazione virtuale si aprono maggiormente, ma anche che sono ancora tanti quelli che non hanno accesso al web.
Esiste una frattura tra chi ha a disposizione gli strumenti informatici e chi no, ma il 95% della popolazione possiede uno smartphone e lì c’è spazio anche per il volontariato.

Ne è convinto il sociologo Andrea Volterrani, il primo relatore del nostro corso di formazione Volontari e famiglie in rete per la salute mentale. La prossimità fisica è in molti casi insostituibile, ma costruire le relazioni di reciprocità e fiducia, che sono la base di una comunità, è possibile anche nella rete. Chi si avvicina al volontariato deve sapere che ci vuole tempo e che non si può essere soli. Il volontariato individuale non esiste. È il gruppo, il collettivo, a essere vincente, anche in rete.

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