La ricerca promossa dalla Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro e dalla Fondation d’Harcourt, che fin dalla loro nascita hanno investito nell’ambito della salute mentale energie e risorse con molteplici iniziative, aveva lo scopo di realizzare sul territorio metropolitano tre concreti obiettivi.

Il primo è quello di richiamare l’attenzione di cittadinanza e istituzioni sul tema della salute mentale in una fase di difficoltà reale per tutto il settore dei servizi chiamati a promuoverla e a tutelarla, per due principali ragioni. La prima si riferisce alla lunga stagione di politiche nazionali di spending review che non hanno risparmiato il sistema di Welfare, stagione replicata e aggravata nel contesto laziale dal piano di rientro dai disavanzi della Regione nella sanità. Ciò ha penalizzato particolarmente un settore come quello della salute mentale il cui fattore produttivo è costituito essenzialmente dalla risorsa umana. La seconda ragione consiste nell’accorpamento e riorganizzazione delle ASL, sulla base di un orientamento strategico nazionale che aggiunge complessità e richiede adattamento ad un riassetto istituzionale-organizzativo della sanità intervenuto anche nel configurare un nuovo e più ampio Dipartimento di Salute mentale. Nell’auspicio che la fase di rientro dal disavanzo e della transizione di sistema si completino al più presto occorre affrontare tale sfida non solo con un’attenzione preoccupata ma cercando di coglierne le opportunità.

Oltre ad accendere i riflettori sulla salute mentale del contesto metropolitano la ricerca ha peculiarmente un obiettivo conoscitivo, obiettivo necessario a coprire un vuoto di ricerca sul settore nel contesto metropolitano. La ricerca si attiene a rigorosi parametri di metodo e si realizza con più strumenti di raccolta dati, dai questionari strutturati alle griglie di domande per interviste qualitative. L’indagine, che ha riguardato tutte e 5 le ex-ASL - ovvero le neonate ASL ROMA 1, 2 e 3 - è entrata nel merito dei bisogni degli utenti e delle loro famiglie, ha analizzato i loro rapporti con i servizi di salute mentale, verificato processi operativi e raccolto elementi di valutazione dell’offerta dei servizi con le loro criticità e innovazioni, punti di forza e di debolezza, nella consapevolezza che una conoscenza più approfondita del fenomeno aiuti la riflessione e quindi il cambiamento. Il disegno di ricerca coinvolge tutti gli attori o stakeholder del settore, utenti, familiari, operatori e responsabili, dell’associazionismo delle famiglie e del volontariato, rappresentanti di Consulte della Salute mentale. La salute mentale non può fare a meno di valorizzare e integrare le diverse componenti e le convergenti risorse - anche quelle di Comune e Municipi - così come richiama il titolo di questa ricerca: “Reti di cura e disagio psichico: percorso di ricerca per un Osservatorio a Roma”.

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