Taglio del nastro questa mattina con il Cardinale vicario Agostino Vallini che ha aperto la “porta” (opera dell’artista padre Marko Ivan Rupnik) dell’Ostello intitolato a Don Luigi Di Liegro, il prete romano che della Misericordia aveva fatto una scelta di vita. “Una città in cui un solo uomo soffre meno, è meno triste,” amava ripetere don Luigi, proprio lì, alla stazione Termini, dove la gran parte del suo tempo era spesa in opere di carità, solidarietà, accoglienza in favore dei più poveri. A pochi passi dalla stazione Termini, questa mattina si è concretizzata una risposta per i più vulnerabili, gli esclusi della città, un luogo accogliente e confortevole per ospitare i senza dimora per brevi periodi. Quel luogo, del resto, lo aveva aperto proprio Don Luigi Di Liegro, il 2 giugno 1987, su iniziativa dell’allora direttore della Caritas a cui ora è dedicato, in un immobile messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato e fin dall’inizio gestito secondo una convenzione con il Comune di Roma. Collegata all’Ostello ci sarà la Mensa sociale, intitolata al Santo Giovanni Paolo II, che, oltre agli ospiti accolti per la notte, offrirà 500 pasti ogni sera a quanti si trovano in difficoltà e sono segnalati dai centri di ascolto parrocchiali e dai servizi municipali. All’evento inaugurale c’erano il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci e Luigina Di Liegro, fondatrice della Fondazione don Luigi Di Liegro, insieme a rappresentanti di importanti aziende italiane che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. La testimonianza di Don Luigi di Liegro vive ancora oggi dentro l’omonima Fondazione, organizzazione internazionale, non profit, impegnata in azioni di prevenzione e lotta alla marginalità sociale, sul fronte del disagio mentale e della disoccupazione degli over 40. Serve la solidarietà, ma occorre un nuovo modo di concepirla, serve la carità, ma ora, come ci dice Papa Francesco, è il tempo della Misericordia.

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