La sua vita

Luigi Di Liegro nasce a Gaeta il 16 ottobre 1928.
Il padre, Cosmo, tenta più volte di emigrare in America, però viene sempre respinto come clandestino e costretto a tornare in famiglia. Quando a dieci anni Luigi manifesta l'intenzione di andare in Seminario, la famiglia inizialmente si oppone con decisione, ma alla fine accetta la sua scelta.
Con il passare del tempo la sua vocazione venne accolta e sostenuta, in particolare dalla sorella maggiore, Suor Maria, autentica guida umana e spirituale fino all'ordinazione sacerdotale e poi per tutti gli anni del suo ministero pastorale.
Il 4 aprile del 1953 divenne sacerdote e fu nominato viceparroco di S. Leone Magno al Prenestino. Cinque anni dopo, Don Luigi Di Liegro affronta un viaggio in Belgio, dove visita una miniera e cerca con i tanti italiani presenti di condividere la sofferenza ed i pensieri di quei momenti.
Nel 1969, con il Centro di Studi sociali dell'Università Gregoriana, don Luigi dà vita alla prima "Indagine sociologica sulla religiosità dei cristiani di Roma". L'iniziativa mise in luce in maniera preoccupante la divaricazione fra una fede ancora professata dalla stragrande maggioranza dei cittadini e le scelte concrete sul piano etico e sociale che gli stessi cittadini dichiaravano di seguire. Questa divaricazione sarà, a detta dello stesso don Luigi, fra i motivi ispiratori del convegno del Febbraio 1974. Nel 1972, è chiamato dal cardinale Angelo Dell'Acqua a dar vita al Centro pastorale per l'animazione della comunità cristiana e i servizi socio-caritativi. Qui porta a termine la nuova articolazione sociale della diocesi, che è poi quella attuale.
Sul finire degli anni Settanta Don Luigi sceglie di diventare pastore della nascente comunità di Centro Giano, una piccola borgata in prossimità di Ostia. La sua scelta nasce dalla convinzione che un prete non è tale senza una comunità da servire

e a cui appartenere, e anche dalla sua inclinazione a leggere la realtà con lo sguardo di chi ne abita le periferie. Di questa comunità don Luigi rimarrà la guida spirituale, ma anche umana e sociale, fino alla fine della sua vita.
Il 5 dicembre del 1988, anno della sua nomina a Prelato d'Onore di Sua Santità, la Caritas promuove l'apertura di una Casa Famiglia per malati di AIDS nel parco di Villa Glori, nel quartiere Parioli. Gli abitanti del ricco quartiere, spaventati dall'idea di ritrovarsi a contatto con questo tipo di malattia, hanno una reazione molto dura: manifestazioni di protesta, assemblee, petizioni, ricorsi al TAR. Don Luigi viene attaccato in modo pesante. Lui, che amava definirsi "figlio dell'emigrazione", si confronta anche con il problema dell’immigrazione. Fin dal 1981, la Caritas aveva aperto il Centro Ascolto Stranieri, una realtà che oggi accoglie persone provenienti da più di 100 nazioni diverse, registrando un flusso annuale compreso tra le 6.000 e le 10.000 unità. La battaglia, forse la più famosa, la cui eco non è soltanto locale ma anche nazionale, scoppia nell'inverno 1990-91. Teatro degli avvenimenti, l'ex Pastificio Pantanella, nei pressi di San Giovanni, dove sono accampati in condizioni disumane oltre mille immigrati asiatici e nordafricani, una miscela di etnie e religioni.
Numerosi sono i viaggi, gli interventi, le iniziative di ricostruzione economica, sociale, culturale, ecclesiale operate da don Luigi, ancora oggi molto vive nella memoria delle persone che lo hanno incontrato e che hanno riconosciuto quel suo senso di carità concreta, viva, di solidarietà reale, incarnata. Nel '97, in seguito ad una crisi cardiaca fu ricoverato presso l'Ospedale S. Raffaele di Milano dove muore il 12 ottobre 1997. Quella di don Luigi è stata, fino all'ultimo giorno della sua vita, un’incessante battaglia contro ogni forma di esclusione e di paura dell'estraneo, una radicale difesa dell'umano.

Fondazione Internazionale
Don Luigi Di Liegro
Via Ostiense, 106
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